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COMUNICATO PER AUTONOMIA E AZIENDE IN CASO DI UTILIZZO DI WhatsApp

Con l'entrata in vigore del Regolamento generale UE sulla protezione dei dati il ​​24 maggio 2016 ed essendo direttamente applicabile il 25 maggio 2018, cambia anche il quadro normativo, che stabilisce che il consenso deve essere “libero, specifico e informato”.
Il 15 marzo 2018, l'Agenzia spagnola per la protezione dei dati ha emesso una risoluzione nel procedimento sanzionatorio avviato nei confronti delle società WhatsApp e Facebook. L'AEPD ha dichiarato l'esistenza di due gravi violazioni della legge sulla protezione dei dati, una che comunica i dati senza aver ottenuto il consenso esplicito dell'utente e l'altra che tratta questi dati per altri scopi senza consenso.
Il RGPDUE 2016/679 prevede che i Titolari del trattamento applicheranno le misure tecniche e organizzative necessarie per garantire e dimostrare che il trattamento dei dati personali è conforme alla normativa vigente e che la mancata applicazione di tali misure è punibile.


Questo fatto segna un prima e un dopo l'utilizzo di WhatsApp all'interno della sfera aziendale. Le aziende che utilizzano l'applicazione con i propri clienti possono essere multate, poiché la sanzione dell'AEPD stabilisce che si tratta di uno strumento non sicuro. La situazione che RGPDUE solleva alla persona giuridica è che l'azienda ha la responsabilità della gestione dei dati e del loro trattamento, concedendogli la massima responsabilità.